| |
|
|
|
Marchio
di qualità |
| |
|
|
|
Regolamenti |
| |
|
|
|
Disciplinari |
| |
|
|
|
Tariffari
|
| |
|
|
|
Elenco
Aziende |
| |
|
|
|
|
torna
alla home page |
|
| |
|
| |
|
| |
|
|
|
|
Un marchio di qualità per
le nostre produzioni |
Il
percorso di istituzione
del marchio "Lodigiano Terra Buona"
............................................................................ |
|
|

Lo stimolo per la creazione di un marchio di qualità
scaturisce dalla richiesta di differenziazione e trasparenza
da parte del mercato a garanzia e tutela di un consumatore "spaventato"
dai fatti di cronaca che negli ultimi anni hanno investito il
settore agro-alimentare.
Proprio per assecondare questa evoluzione della domanda, il percorso
che ha condotto all' istituzione di un simile riconoscimento
di qualità si è sviluppato tenendo conto di alcuni
principi generali che, sinteticamente, possono essere ricondotti
al rispetto dell'ambiente e del benessere degli animali, alla
salubrità del prodotto finale ma, soprattutto, al concetto
di rintracciabilità.
Nella ferma convinzione, infatti, di disporre, a livello provinciale,
di produzioni di tutto rispetto sotto il profilo qualitativo
si è ritenuto opportuno orientare la maggior parte degli
sforzi nel tentativo di rendere quanto più rintracciabile
e trasparente il loro processo produttivo, limitando all'indispensabile
gli interventi regolamentari a garanzia delle caratteristiche
peculiari del prodotto.
Operativamente, le attività finalizzate alla costituzione
del marchio collettivo hanno avuto origine da un'indagine preliminare
che ha portato alla individuazione di alcuni comparti produttivi
giudicati particolarmente suscettibili a trarre benefici dall'iniziativa.
Parallelamente alle attività di carattere più squisitamente
tecnico che hanno portato alla realizzazione dei disciplinari
produttivi, gli sforzi dell'Amministrazione Provinciale sono
stati indirizzati anche verso la definizione di un apposito regolamento
di applicazione ed alla progettazione della struttura dell'apparato
necessario a renderlo operativo.
Ispirandosi alle linee generali espresse dalla norma EN 45011,
è stato pensato uno schema di attribuzione delle responsabilità
che vede coinvolti nel futuro processo di accreditamento sia
soggetti presenti in seno alla Provincia che soggetti terzi deputati
a garantire l'assoluta imparzialità di giudizio.
Per sommi capi, l'iter
procedurale
studiato per l'attribuzione della certificazione alle aziende
si svolge in tre atti, e precisamente:
° accoglimento della domanda ed istruttoria (Ufficio Marchio
= organo proponente);
° valutazione dell'istruttoria e decisione in merito all'attribuzione
del marchio (Comitato del Marchio = organo deliberante);
° ratifica delle decisioni prese dal comitato ed emissione
di attestato (Responsabile del Settore Agricoltura = organo ratificante).
A questo quadro sintetico, nel quale l'attività deliberante
sarà esercitata da soggetti esterni ed indipendenti dall'Amministrazione
Provinciale, devono essere aggiunti altri componenti quali:
° una commissione tecnica, a disposizione dell'ufficio istruttore
e del comitato di certificazione, avente funzione consultiva;
° un organo ispettivo, incaricato dall'ufficio istruttore,
con funzioni di controllo e sorveglianza.
Con la messa a punto di questo marchio di qualità l'Amministrazione
Provinciale ha inteso creare uno strumento in grado di fornire
valore aggiunto alle produzioni locali, come mezzo per diversificare
e veicolare l'immagine di un territorio che è spesso associato
alla qualità delle proprie produzioni ma che non dispone
ancora di un mezzo efficace per farle riconoscere.
Come traspare dalla lettura del suo regolamento d'uso, questo
marchio vuol essere uno strumento rigoroso ma aperto al tempo
stesso, in grado di mantenere le sue caratteristiche peculiari
ma anche di adattarsi ai cambiamenti della realtà agricola
locale. Stabilisce, in definitiva, dei criteri precisi ma consente
sia al detentore che ai suoi fruitori di avanzare proposte circa
i comparti da assoggettarvi e circa eventuali modifiche nella
regolamentazione dei comparti già assoggettati.
|
|
|
|
|
|
|